La pandemia del Coronavirus sta avendo ripercussioni in tutto il mondo. Mentre l’economia globale accusa i pesanti colpi inferti dal COVID-19, le aziende reagiscono modificando le proprie strategie, accumulando risparmi e preparandosi al peggio.

In realtà, però, le aziende possono tranquillamente sopravvivere anche nei periodi di inattività. Ecco infatti cinque motivi per cui dovresti assolutamente continuare le tue attività SEM (Search Engine Marketing) anche durante i momenti più difficili.

 

  1. Il Search Engine Marketing può produrre denaro liquido

Nei periodi di crisi economica il cash è fondamentale, i business che dispongono di denaro contante sono quelli che sopravviveranno. In quest’ambito, l’unica strategia di marketing che produce un ROI migliore del search engine marketing sono le mailing list.

Uno dei metodi migliori per creare delle mailing list è sfruttare il search engine marketing, sia organico che a pagamento, per raggiungere i clienti e soddisfare i loro bisogni. Il search engine marketing genera leads e vendite perché i clienti sono connessi col tuo brand quando sono alla ricerca di un prodotto o servizio.
Le persone hanno sempre bisogno di prodotti e servizi, anche quando devono starsene in quarantena per 14 giorni. Anzi, proprio a causa della permanenza forzata a casa è più probabile che effettueranno più ricerche online… e farsi trovare in cima ai risultati dei motori di ricerca, ovviamente, farà un gran bene ai tuoi affari.

Quindi, anche se le vendite complessive dei tuoi prodotti o servizi potrebbero scendere a causa del Coronavirus, un buon modo per ammortizzare queste perdite è investire in un’attività completa di search engine marketing per posizionarti davanti ai tuoi competitor.

 

  1. Le ricerche sono misurabili

A differenza del marketing classico, il search engine ti permette di capire subito se le tue attività pubblicitarie sono efficaci, poiché puoi misurare subito tramite Google Analytics le vendite e i leads del tuo business e, in caso di risultati insoddisfacenti, cambiare immediatamente strategia.

È molto probabile che nei prossimi mesi il “buyer behaviour” andrà modificandosi, perciò è importante che le tue attività di marketing seguano i dati del momento. Per sua natura, il search engine marketing è reattivo, per questo i marketer devono essere in grado di interpretare i dati e modificare le loro strategie in base ad essi.

 

  1. Quando un bene scarseggia, la gente lo cerca

Una nota legge di marketing è che quando un bene scarseggia, la gente lo cerca. E, se non trova l’esatto prodotto, andrà in cerca delle sue alternative. Ne deriva che, nei momenti in cui le persone cercano un bene che improvvisamente ha iniziato a scarseggiare, apparire nei risultati delle loro ricerche potrebbe comportare dei lauti guadagni per la vostra attività.

Considerata l’attuale situazione provocata dal Coronavirus, possiamo ipotizzare che i search engine marketers più previdenti lavoreranno in queste due direzioni:

– capitalizzare la scarsità di alcuni specifici prodotti;

– lavorare per apparire nei risultati delle ricerche che gli utenti effettueranno su questi prodotti.

 

  1. Le persone hanno ancora bisogno di beni e servizi

Il COVID-19 è un virus molto serio e fa paura – questo è innegabile – ma fortunatamente non ci troviamo davanti alla fine del mondo, quindi le persone continueranno ad aver bisogno di beni e servizi. E, come detto in precedenza, il search engine marketing è il modo migliore per raggiungere i consumatori.

Del resto per impostare una campagna Google ADS  sono sufficienti un paio d’ore, quindi niente panico. L’unico consiglio è, ovviamente, di affidarvi a dei professionisti del settore.

 

  1. Prima o poi torneremo alla normalità

Prima o poi le cose torneranno alla normalità. Forse qualcosa cambierà, ma il mondo ritroverà il suo equilibrio (e il SEM continuerà ad essere uno dei migliori metodi per raggiungere i nostri clienti). Ecco allora che chi oggi svolge attività SEM domani si troverà avvantaggiato, soprattutto se parallelamente sta investendo nella SEO.