6 consigli per dare ai tuoi contenuti online un “momento Wow”

Con tutti i concetti, le strategie e le regole di marketing che esistono, paradossalmente passare dalla teoria alla pratica può risultare un problema. Nel momento in cui dovremo preparare dei contenuti online, infatti, potremmo ritrovarci così bombardati dalle informazioni da non riuscire a capire da dove cominciare.

Un buon metodo per mettere in pratica le nozioni acquisite (durante un corso, una presentazione…) è allora quello di imparare a cogliere la “morale” di quello che ci viene detto o mostrato.

Partendo da questo presupposto, possiamo individuare 6 azioni utili per dare ai nostri contenuti online il cosiddetto “momento Wow”, quell’esperienza che va oltre la soddisfazione del cliente, che non solo incontra le sue aspettative ma le supera. Vediamole insieme.

 

  1. Non fidarti ciecamente delle cosiddette “best practices”

Durante il Content Matrketing World 2019 Chris Dayley, il fondatore di Smart CRO, presentò 3 call-to-action in 3 formati diversi (frase singola, breve elenco puntato e paragrafo intero) e chiese al pubblico quale delle 3 pensassero avrebbe performato meglio. La maggioranza degli spettatori, pensando che la sinteticità sia sempre la soluzione migliore, rispose “frase singola” e “elenco puntato”. La call-to-action più performante, invece, risultò essere il paragrafo intero. La morale? Non dare mai nulla per scontato ma testare, testare, testare.

 

  1. Supera te stesso

Per avere davvero successo non basta farsi notare, bisogna migliorarsi continuamente. Ecco allora che, anche all’interno dei nostri stessi contenuti, dovremo ricorrere a modelli e stili differenti: daremo quindi la priorità agli eventi chiave, agli argomenti e ai momenti più importanti.

 

  1. Considera il traffico potenziale

Quando pensano a quali contenuti possano interessare maggiormente gli utenti, gli uomini di marketing spesso utilizzano il “keyword volume”, il volume di ricerca delle parole chiave, che ci mostra quante persone cercano un determinato argomento su Google (e, di conseguenza, il livello di interesse su quel tema).

Il keyword volume però non ci dice tutto: ad esempio non ci indica quanto traffico possiamo aspettarci a seguito della posizione di quelle parole chiave. Il consiglio è quindi di selezionare i primi risultati di una ricerca, inserirla in SEMrush (o altro strumento di analisi di parole chiave) e vedere quale tipo di traffico viene generato e quali parole chiave lo producono. Quest’ultimo dato sarà il nostro traffico potenziale.

 

  1. Classifica il tuo pubblico

Da alcuni studi è emerso che alla gente piace essere “classificata”. Gli uomini di marketing hanno visto infatti che, durante alcuni esperimenti, i gruppi che ricevevano una “etichetta” ottenevano risultati decisamente migliori dei gruppi che non ne avevano. Ecco allora che un altro suggerimento per mantenere alta l’attenzione sui tuoi contenuti e accrescere il tuo pubblico è quello di trovare delle “classificazioni positive” per suddividere i tuoi seguaci. Una volta classificati, trova dei metodi per farli interagire con i tuoi contenuti che permetta loro di mantenere il loro status.

 

  1. Fai in modo che il pubblico si identifichi con te

È innegabile che, per qualsiasi azienda o semplice creatore di contenuti, ottenere la fiducia dei propri clienti è un risultato fondamentale. C’è qualcosa però che va anche oltre la fiducia, ed è l’immedesimazione, l’identificazione dell’utente con ciò quello che realizzi e, in definitiva, con ciò che sei. Per arrivare a questo, la prima cosa da fare è capire di cosa parla il tuo target, ma soprattutto come ne parla. Una volta identificato il linguaggio e gli strumenti del tuo pubblico, pensa a dei modi per realizzare dei contenuti in linea con i suoi gusti.

 

  1. Non trattare tutte le metriche web allo stesso modo

Se è vero che le metriche web sono degli elementi estremamente importanti, non bisogna commettere l’errore di non contestualizzare tutti questi dati. Un lungo tempo medio di permanenza su un sito web, infatti, non sempre è un indicatore positivo: se ad esempio il nostro sito riuscisse a dare una risposta a ciò che i nostri utenti stanno cercando in un tempo breve, allora per noi anche pochissimi minuti di visita sarebbero un buon risultato.

Al contrario, un tempo di visita molto prolungato potrebbe non indicare sempre che l’utente sta apprezzando le varie sezioni del nostro sito, ma ad esempio che non riesce a trovare ciò che sta cercando.

Il traffico organico è la metrica più importante, e Google lo sa. Se sui motori di ricerca siamo ben posizionati e Google manda traffico alle nostre pagine, allora significa che siamo sulla strada giusta.

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