Chiunque si occupi di email marketing sa benissimo che il primo passaggio fondamentale per ottenere buoni risultati è stilare una mailing list composta da contatti reali e interessati che apriranno le tue email, cliccheranno i link presenti all’interno e, possibilmente, finiscano per acquistare il prodotto o servizio che stai promuovendo.

Per far sì che questo accada è necessario però che i tuoi messaggi giungano nella cartella “In Arrivo” della casella di posta dei tuoi contatti, che essi aprano i tuoi messaggi, li leggano, clicchino sul link che avrai predisposto (tranne quello “Disiscriviti dalla newsletter”, ovviamente!) e, una volta giunti sulla landing page, compiano un’azione – la cosiddetta call-to-action – che può essere un acquisto online, l’iscrizione ad una newsletter o altro ancora.

Riassumendo, qualsiasi uomo di marketing desidera che i suoi clienti (o comunque le persone iscritte alla sua newsletter) compiano una delle seguenti azioni finali:

– acquistino un prodotto o un servizio

– si iscrivano ad un evento, un webinar o simili

– forniscano la loro opinioni su un argomento

– visitino il nuovo post del nostro sito/blog e, magari, lo condividano e/o commentano sui social network

 

Ma come puoi ottenere tutti questi risultati dal tuo email marketing? Te lo spieghiamo in questi 4 passaggi.

 

#1 Far arrivare le tue email direttamente nella posta “In Arrivo” dei tuoi destinatari

È forse la parte più difficile dell’intera attività di email marketing. Perché? Perché ad ogni passaggio della costruzione della tua mailing list e dell’invio dei tuoi messaggi, vi sono dei “problemi di consegna”. Ecco allora alcuni consigli utili per aumentare le probabilità che le tue email arrivino effettivamente ai tuoi contatti.

Scegli un ESP (Email Service Provider, un provider di posta elettronica) affidabile e, allo stesso tempo, diffida dei servizi molto economici e dalle pubblicità attraenti: sono quasi tutti di bassa qualità.

Trova persone vere a cui inviare le tue comunicazioni: per essere certo che chi si iscrive alle tue newsletters è un utente reale predisponi un sistema a “double opt-in”: essi, cioè, dovranno cliccare su 2 caselle per confermare la loro iscrizione. Stai invece alla larga dai servizi online di raccolta indirizzi email (i cosiddetti “email harvesting tools”), potresti ritrovarti con una moltitudine di indirizzi non validi o non interessati.

Prediligi la qualità (il tuo target) alla quantità, poiché uno dei fattori chiave in questo settore è la rilevanza: non accontentarti di veder crescere il numero di destinatari perché non è quello il fattore che conta di più, bensì il numero di persone che sono realmente interessate ad iscriversi alle tue newsletter.

 

#2 Convincili ad aprire le tue email

Un conto è far giungere le tue email ai destinatari, un altro che questi ultimi le aprano. Ognuno di noi riceve ogni giorno decine di email: le apriamo tutte? Ovviamente no. Vediamo allora 3 fattori chiave che influenzano l’open rate, il tasso di apertura di un messaggio di posta elettronica.

Riconoscere il mittente – Quando gli utenti si iscrivono alla tua newsletter, sanno che tu sei Mario Rossi. Se nel campo mittente apparisse “St. Paul V.” o qualsiasi altro nome diverso dal tuo, li confonderesti e, di conseguenza, la maggior parte di loro non ti riconoscerà. Inutile dire che un errore del genere influenza moltissimo il tuo open rate.

Il campo “Oggetto” – Presta molta attenzione al campo “Oggetto”, che come sai è una sorta di sommario del contenuto di un’email. Se il testo nell’oggetto è noioso o sciocco, quasi certamente chi vede quella mail non la aprirà nemmeno ma passerà oltre. Se invece nel campo “Oggetto” ci fosse qualcosa di ingannevole, probabilmente i destinatari apriranno la tua mail ma… solo per cliccare sul link di disiscrizione!

L’importanza dell’orario – Occhio al tempo, soprattutto se hai destinatari sparsi in zone del mondo con fusi orari differenti. Inutile dire che inviare un’email dopo le 23:00 è assai rischioso poiché il destinatario potrebbe non vederla fino al mattino dopo quando, immersa tra altre decine di messaggi, c’è il rischio che la cancelli per sbaglio senza nemmeno aprirla. Fortunatamente molti ESP ci consentono di selezionare più orari di invio di un messaggio, in base al fuso orario dei nostri contatti.

 

#3 Spingili a cliccare sul link che hai predisposto

Per ragioni di lotta allo spam molte newsletter ci obbligano ad inserire un link che consente ai nostri lettori di disiscriversi. Inutile dire che ogni click su quel link per noi si tradurrà in un iscritto in meno. Dobbiamo quindi assicurarci di ottenere solo iscritti “convinti”, e per farlo evitiamo di inserire nelle nostre newsletter un “oggetto” noioso, di scrivere messaggi irrilevanti, di inviare troppe email etc.

Alcuni consigli: nelle tue email cerca di essere personale, scrivi nell’ottica dei risultati e non delle aspettative e non essere troppo promozionale. E poi costruisci un rapporto con i tuoi utenti che sia più umano che professionale.

 

#4 Portali a compiere la call-to-action sulla landing page

Se la tua newsletter include un link che porta gli utenti su una pagina esterna, stai attento a non disturbarli ma, anzi, assicurati che contenga qualcosa di utile per loro. Se quello che proponi non è di nessun valore, forse è meglio non inviare quell’email.

I lettori si sono iscritti alla tua newsletter perché si aspettano un qualche aiuto da parte tua, non per farti guadagnare soldi quindi… se non darai loro quello che si aspettano, è molto probabile che si disiscriveranno.

Infine, evita le scorciatoie: segue tutti i passaggi necessari per la creazione di una mailing list, falla crescere ma soprattutto sii sempre sincero e leale con i tuoi lettori perché, una volta ottenuta la loro fiducia, vedrai che gli sforzi che hai fatto daranno i loro frutti.