Google MUM

MUM, il nuovo e rivoluzionario algoritmo di Google

Si chiama MUM (Multitask Unified Model) e sarà mille volte più potente di BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers), il modello Transformer AI lanciato da Google nel 2019 per comprendere meglio l’intento dietro le query di ricerca degli utenti. Stiamo parlando del nuovo algoritmo dell’azienda di Mountain View che presto – ma non sappiamo ancora quando – verrà rilasciato e reso quindi disponibile in tutto il mondo.

Google MUM: comprende 75 lingue e query complesse

Grazie all’addestramento della sua Intelligenza Artificiale, MUM è in grado di apprendere 75 lingue contemporaneamente e di trovare risposte ovunque nel mondo. Per questo, secondo Pandu Nayak, responsabile dell’area Search di Google, MUM potrà abbattere le barriere linguistiche: “Mettiamo che le informazioni più utili sul Monte Fuji siano scritte in giapponese: oggi probabilmente le troveresti solo a patto di cercarle in giapponese. MUM invece trasferisce la conoscenza da fonti in diverse lingue e utilizza queste informazioni per trovare i risultati più pertinenti nella tua lingua preferita. In futuro quindi, quando cercherai informazioni su come visitare il Monte Fuji, tra i risultati vedrai dove godersi le migliori viste sulla montagna, gli onsen (le terme giapponesi, ndr) nella zona, i negozi di souvenir… tutte quelle informazioni che si trovano più comunemente durante la ricerca in giapponese”.

Inoltre, il nuovo algoritmo potrà comprendere domande complesse e fornire risposte articolate in ottica predittiva. Citando l’esempio fatto da Nayak, presto potremo digitare una query lunga e piena di informazioni come “Ho scalato il Monte Adams e il prossimo autunno voglio fare un’escursione sul Monte Fuji, cosa dovrei fare diversamente per prepararmi?” e l’algoritmo troverà rapidamente le informazioni più rilevanti di cui abbiamo bisogno.

Google MUM: un motore di ricerca multimodale

MUM introduce poi la multimodalità di formato, ovvero saprà mettere in relazione testi, immagini e audio: se ad esempio gli mostriamo la foto di un paio di scarpe e gli chiediamo se sono adatte a un certo scopo, il sistema contestualizzerà l’immagine rispetto alla domanda e ci mostrerà i risultati esatti.

Nelle intenzione dei suoi creatori, Google MUM vuole essere un punto di svolta: non più uno strumento che ci fornisce risultati in base alla corrispondenza esatta tra le parole che usiamo e quelle presenti nelle pagine web, ma risposte che sono il frutto dell’interpretazione delle domande e di un’elaborazione che restituisce le fonti e, allo stesso tempo, attinge da esse. Un’evoluzione che renderà Google un motore di ricerca semantico, intelligente e conversazionale.

“MUM – ha aggiunto Nayak – non darà risposte in automatico, a meno che non siano molto sintetiche e relative a domande semplici (ad esempio il meteo di oggi o la capitale di un Paese). Per domande più complesse delle risposte così semplici sono insufficienti. Il nostro obiettivo è offrire la miglior esperienza all’utente e fargli trovare ciò che cerca a seconda dei suoi bisogni”.

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