La tecnologia AI avanza in tutti i settori, generando entusiasmo e, allo stesso tempo, qualche preoccupazione. Il digital marketing è uno dei settori dove questa integrazione si vede già nei risultati, tanto nelle attività più ripetitive quanto nel lavoro più strategico all’interno dei team che gestiscono i progetti web delle aziende: dalla creatività alla programmazione, dall’analisi dei dati alla verifica dei tracciamenti.
Gli strumenti di analisi e misurazione delle performance di un sito web sono tra i primi ad aver recepito questo cambiamento. Piattaforme che i professionisti del settore usano ogni giorno stanno introducendo funzionalità AI : è un ecosistema in rapida evoluzione, dove monitorare le novità è diventato parte del lavoro stesso. Ecco un quadro aggiornato di quello che sta succedendo sulle piattaforme principali.
- Su Google Search Console è già disponibile un assistente AI per la generazione di report; siamo in attesa deò rapporto sul rendimento AI, annunciato il 3 giugno scorso. La novità ha spinto i SEO Specialist a ragionare su quali visualizzazioni, tabelle, grafici o altro, possano supportare al meglio questa nuova fonte di dati.
- Bing Webmaster Tools aveva anticipato Google su questo fronte, introducendo sia Copilot come assistente integrato sia la funzione AI Performance, pensata per capire quanto un sito venisse citato dall’AI del motore di ricerca Microsoft.
- Google Analytics 4 si presenta con Analytics Intelligence come assistente AI della piattaforma. Sul fronte del tracciamento delle sorgenti, GA4 ha aggiunto un canale nativo dedicato al traffico proveniente dagli strumenti AI, dalle chat ai motori di ricerca, fino a piattaforme AI-centriche come Perplexity. Anche in questo caso, però, si è mossa in ritardo rispetto a chi aveva già iniziato a monitorare queste sorgenti: Matomo aveva introdotto il canale AI Assistants già nella versione precedenti.
- Microsoft Clarity ha portato una svolta nell’analisi qualitativa delle visite: la funzione di riepilogo AI delle registrazioni e delle mappe di calore trasforma ore di analisi in un insight immediato su cosa hanno fatto gli utenti, dove si sono bloccati e cosa ha funzionato. Con la recente introduzione delle AI Summaries, Clarity inizia ad aggiungere contesto ai dati raccolti. Il passo successivo è aumentare l’efficienza complessiva di queste informazioni.
Tutto questo ha senso solo se i dati su cui si lavora sono affidabili. Il primo passo è tecnico: impostare un tracciamento server-side garantisce una raccolta più precisa e meno esposta alle limitazioni dei browser e dei sistemi di blocco. Ma la qualità del dato non è solo una questione di infrastruttura. Occorre sapere con certezza quali dati si possono raccogliere, come trattarli e su quale base giuridica farlo, lavorando sulle policy del sito a stretto contatto con chi si occupa della conformità al GDPR. Due ambiti che troppo spesso procedono separati e che invece devono dialogare fin dall’inizio.
Da qui ha inizio la trasformazione dei dati raccolti in report facilmente comprensibili, con elementi utili per tutti i reparti dell’azienda: cosa abbiamo ottenuto dalle attività precedenti e cosa è migliorato. In questa fase l’AI entra nel team come elemento attivo, portando una capacità di analisi a 360 gradi che, unita alle intuizioni di chi ogni giorno lavora nella comunicazione, nel marketing e nel contatto con il pubblico, permette di trovare nuove idee per ottimizzare le strategie.