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Vendere NFT può diventare una strategia per il web marketing?

La vendita di NFT, come spiegavo in questo articolo, deve essere inserita in una strategia online ben definita. Il mercato infatti degli NFT è cresciuto molto nel 2021, mentre nei primi mesi del 2022 sta stentando a mantenere quei livelli anche a causa degli eventi contingenti.

Le aziende vendono NFT ai lor fan

Molti brand hanno cavalcato questo trend, preoccupandosi solo dell’incasso immediato, ma da quello che si è visto non hanno partecipato attivamente allo sviluppo.

Altri marchi hanno invece puntato sull’utilità dell’NFT creando un valore, spendibile nel tempo, che l’utente può far valere anche rivendendo questo bene nei marketplace dedicati. Il prossimo step per le aziende è quello di creare consapevolezza per questa nuova tecnologia negli utenti ancora refrattari aumentando il pubblico target.

La differenza fra web 2 e web 3; dalle informazioni al trasferimento di valore

La tecnologia è un mezzo e come tale può essere utilizzata per migliorare la vita delle persone o complicarla molto. Internet è la rappresentazione più efficace di questa dualità: da un lato il web 2.0 ha incarnato il libero trasferimento di informazioni, idee e conoscenze in tempo reale da una parte all’altra del mondo e ha ridotto la distanza tra le persone. Fake news, dati venduti e trafugati, virus, malaware e trojan, phishing e tanto altro sono il rovescio della medaglia.
il web 3.0 con il metaverso che verrà oltre alle promesse dei futurologi e alle paure dei detrattori sarà contraddistinto dalla possibilità di trasferire e generare valore senza troppi vincoli, di tempo, geografici o legali, grazie alla blockchain. Non è immune dai rischi neanche il web 3.0 anche perché la sua natura decentralizzata non contempla in molti casi un intervento di enti governativi di controllo e essendo la tecnologia giovane e in fase di sviluppo non è facile da usare.

La creatività ha generato nuove figure professionali come gli influencer

Un fil rouge unisce le varie epoche del web soprattuto dall’avvento delle piattaforme social: il libero sfogo della creatività che ha visto nascere poeti, scrittori, artisti e blogger e poi influencer che hanno raggiunto il successo grazie all’apprezzamento dei loro fan. Anche le aziende, piccole e grandi, hanno seguito e studiato le tendenze del pubblico cavalcando l’onda di questi successi spesso interagendo con alcune di queste nuove figure. Nel web 2.0 sono gli intermediari, agenzie e piattaforme, ad avere il pieno controllo di queste dinamiche tranne rare eccezioni. Con la blockchain e la decentralizzazione del web 3.0 queste interferenze, anche qui positive o negative, potrebbero essere, in parte, superate.

La vendita di NFT genera valore per gli artisti e i creativi

Gli NFT ad esempio hanno permesso ai creatori di monetizzare le loro opere digitali garantendo l’acquirente con un codice univoco, inimitabile e non modificabile (non l’opera che essendo un file può essere duplicata, caricata su altri marketplace oppure trafugata attraverso hack). Soprattutto nei primi periodi con il lancio dei Marketplace dedicati molti artisti sconosciuti hanno potuto vendere le loro creazioni guadgnando fin da subito e generando nel contempo una rete di estimatori. I Digital Artist più famosi dal canto loro sono riusciti a raccogliere cifre esorbitanti per le loro creazioni.
Le Case d’Asta si sono accorte di questo crescente interesse e hanno permesso ad alcune produzioni di essere ammesse alle loro vendite al miglior offerente. Per inciso alcune di queste già accettavano pagamenti in crypto e in particolare Sotheby’s ha aperto il suo Metaverso

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